Gift4relation: intervista a Licia Paglione

Oggi intervistiamo Licia Paglione, vincitrice del bando “Dono & dintorni 2019” con il progetto Gift4relation, per scoprire assieme come è nata l’idea e come è stato possibile dargli vita nonostante l’emergenza COVID. 

 

Come nasce l’interesse per il tema dei beni relazionali?

Dal mio impegno come ricercatrice sul tema delle relazioni sociali, soprattutto attraverso l’interpretazione teorica del dono come “operatore privilegiato di socialità”, capace di generare relazioni non strumentali, fondamentali per la “fioritura umana”: i cosiddetti “beni relazionali”.

Qual è il collegamento con il bando dono e dintorni?

Mi sembra una forte comunanza di visione tra i miei studi e l’orientamento del bando. Ho pensato che da parte mia potevo contribuire, offrendo approfondimenti terminologici e scientifici, per confermare maggiormente la consapevolezza del “valore relazionale” che può avere l’operare come promotori di dono.

In che cosa consisteva la tua iniziativa?

Un percorso formativo, intitolato GIFT4RELATION, realizzato anche con la collaborazione specialistica del dottor Andrea Galluzzi, un collega anche ingegnere elettronico. I contenuti offerti spaziavano dalle diverse definizioni dei “beni relazionali”, alle teorie socio-antropologiche sul dono, ad elementi della Social Network Analysis con relativa presentazione di specifici software per analisi relazionali. Per saperne di più: www.gift4relation.weebly.com.

Come avete gestito l’iniziativa a seguito del COVID?

Il percorso formativo non ha subito cambiamenti rispetto ai contenuti, ma nella strutturazione: dopo un primo modulo in presenza è stato necessario immaginare di proseguire attraverso modalità online e suddividendo i momenti formativi previsti in più appuntamenti, con maggior fatica, ma anche possibilità di scendere direi in profondità.

Chi erano i partecipanti?

I partecipanti sono stati 10, di varia provenienza professionale, di diversi livelli di esperienza, così come di età. Si andava da manager di un gruppo musicale internazionale, al responsabile del settore comunicazione di una ong, alla responsabile del settore adozione a distanza di un’altra ong, al responsabile di progetti formativi di una associazione… tutti accomunati dall’interesse per una certa visione del dono e il desiderio di calare questa visione nelle proprie pratiche.

Cosa hanno appreso dall’esperienza?

Innanzitutto un linguaggio scientificamente riconosciuto per proporre a potenziali donatori la possibilità di diventare attori di un processo che è costruttore di socialità; inoltre strumenti per valutare l’efficacia in tal senso del processo, cioè la sua capacità di creare e rafforzare anche “beni relazionali” con i donatori e con tutti coloro con cui ci si relaziona.

Come crede che applicheranno ciò che hanno imparato?

In parte alcuni dei partecipanti già in questi mesi hanno adoperato alcuni contenuti appresi, sia modificando o prestando maggiore attenzione al linguaggio usato nella loro comunicazione, sia iniziando ad osservare i risultati del loro operare anche in termini relazionali anche grazie alla strumentazione offerta durante il corso.

In che modo l’approfondimento dei beni relazionali può essere utile ai fundraiser?

L’approfondimento del concetto di bene relazionale può aiutare a prendere consapevolezza da parte di chi si occupa di fundraising del ruolo umanizzante del dono, se lo si lascia esprimere non solo per il suo valore economico-materiale, ma anche relazionale nella sua funzione di “operatore privilegiato di socialità”.

Ha qualche storia o aneddoto particolare che ci vuole raccontare?

Ad esempio, tra i corsisti si sono trovate due persone che si conoscevano appena appartenenti alla stessa rete di organizzazioni. Durante il corso hanno scoperto che le loro collaborazioni possibili erano molte di più di quelle effettivamente attivate finora. Per cui hanno avviato un lavoro di rafforzamento delle loro collaborazioni. Mi è sembrato che i “beni relazionali” di cui parlavamo teoricamente si stessero già traducendo in esperienza reale.

 

Per approfondire leggi il paper curato da Licia Paglione Gift4relation. Quando il dono diventa generativo anche di beni relazionali.

 

Photo di copertina: Duy Pham on Unsplash

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