Ah, che bello settembre.
Settembre ha una qualità indiscussa: ci fa credere che riusciremo a fare tutto.
Si torna dalle ferie, si riaprono le agende, ripartono le riunioni e improvvisamente sembra possibile rimettere mano a tutte quelle cose che abbiamo rimandato nei mesi precedenti.
Quest’anno lavoreremo seriamente con le aziende.
Quest’anno sistemeremo il database.
Quest’anno coinvolgeremo di più i volontari.
Quest’anno la campagna di Natale la prepariamo per tempo.
E magari iniziamo anche a costruire un vero piano di fundraising per il 2027.
Bellissimo. Poi arriva la realtà.
Nel frattempo, però, c’è un ente da mandare avanti
Ci sono i bandi da rendicontare, il progetto che doveva partire a giugno e invece parte adesso, la campagna di Natale che pensavamo di avere quasi pronta e invece no. I panettoni non ci piacciono più…
Ci sono colleghi da coinvolgere, volontari da richiamare, riunioni da fissare. E naturalmente arriva il primo raffreddore della stagione esattamente nel giorno in cui avevamo finalmente trovato una data buona per tutti.
È la vita normale di un ente non profit.
E in mezzo a tutto questo arriva anche una consapevolezza abbastanza scomoda:
il fundraising del 2027 è già iniziato.
Perché se nel 2027 vogliamo avere nuove aziende al nostro fianco, dobbiamo cominciare a costruire quelle relazioni.
Se vogliamo lavorare meglio con i nostri donatori, dobbiamo capire chi sono, quali informazioni abbiamo e come li stiamo coinvolgendo.
Se vogliamo fare una buona campagna 5×1000, forse possiamo evitare di cominciare a pensarci quando la campagna è già iniziata.
E se vogliamo che il fundraising diventi davvero una funzione della nostra organizzazione, dobbiamo decidere chi se ne occupa, con quali obiettivi, quali risorse e con quale coinvolgimento della Direzione.
Quindi cosa facciamo da qui a dicembre?
Probabilmente non risolveremo la nostra causa entro ottobre.
E forse è una buona notizia, perché ci costringe a darci prospettive un po’ più realistiche.
Possiamo però utilizzare questi ultimi mesi dell’anno per fare qualcosa che spesso rimandiamo:
investire sull’organizzazione e sulla comunità che le sta intorno.
Possiamo guardare quello che abbiamo fatto finora e capire cosa ha funzionato.
Possiamo mettere ordine nel nostro patrimonio di relazioni.
Possiamo decidere quali opportunità vale la pena seguire e quali, invece, ci stanno facendo perdere tempo.
Possiamo capire se abbiamo le persone e gli strumenti necessari.
Possiamo cominciare a costruire un piano di fundraising per il 2027 che parta dalle nostre possibilità, dalla nostra comunità e dagli obiettivi che vogliamo raggiungere.
Soprattutto, possiamo smettere di pensare che per iniziare serva avere già tutte le risposte.
Serve capire da dove partiamo e qual è il prossimo passo sensato da fare.
45 minuti per capire da dove partire
È quello che facciamo nei nostri check-up gratuiti sul fundraising.
Ci prendiamo 45 minuti per conoscere il tuo ente, capire come state lavorando oggi sul fundraising, quali risorse avete già a disposizione e quali difficoltà state incontrando.
Poi proviamo a rispondere insieme a due domande:
1. Cosa ha senso fare da qui alla fine dell’anno?
2. Cosa vale la pena investire per il fundraising del 2027?
Se da questo primo confronto emergerà che possiamo esservi utili, possiamo poi accompagnarvi nel percorso: dalla definizione della strategia all’organizzazione del lavoro, dalla formazione delle persone alla costruzione delle prime campagne.
Da oltre 25 anni facciamo questo lavoro al fianco degli enti non profit: li aiutiamo a costruire fundraising partendo dall’organizzazione, dalle persone e dalle relazioni che hanno già intorno.
Prenota il tuo check-up gratuito di 45 minuti
Così magari, quando arriverà l’ultima riunione dell’anno e qualcuno chiederà:
“E per il fundraising del 2027?”
per una volta potrai rispondere:
“Ci stiamo già lavorando. Questa volta siamo partiti per tempo.”













